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“Star bene” non significa solo non essere ammalati e non soffrire di gravi problemi psichici.
Spesso, nella frenesia quotidiana, siamo alla rincorsa di qualcosa senza nemmeno renderci conto di quale meta stiamo perseguendo, né del fatto che stiamo ponendo il nostro corpo e la nostra mente in uno stato di continuo affaticamento.
Diventa sempre più importante fermarsi un attimo ad ascoltarci: non per rimuginare o “farsi venire le paranoie”, piuttosto per entrare in sintonia con noi stessi e con i nostri scopi.
Più ci allontaniamo da noi stessi, lavorando per obiettivi che non sono nostri ma dettati da altri, più ci avviciniamo all’infelicità e a quello stato di perenne insoddisfazione che se non può essere chiamato “depressione” certo è indebolimento della nostra capacità di desiderare.
Parliamone fra noi e anche con Federica Bignotti, psicologa e psicoterapeuta, che già collabora con vallesabbianews.it sulle pagine dedicate alla salute ed ha assicurato i suoi interventi su questo forum, per quello che le sarà possibile, basandosi sulle sollecitazioni dei lettori.
Per eventuali approfondimenti: dott.ssa Federica Bignotti – Centro Pianeta Casa – Villanuova s/C - e-mail
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| Pensieri e opinioni dei nostri lettori: |
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27/02/2009 |
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Buongiorno a tutti... interessante questo angolo dedicato alla psicologia... peccato che sia spesso vuoto di commenti, o argomenti nuovi, scambidi idee fra lettori, ecc. che ne dite ...chi e' interessato a parlare un po' di questa adolescenza un po' ribelle oggi? Vorrei scambiare 2 parole con qualche gentil mamma o papa' o perche' no,!!! magari uno psicologo!! portando come esempio le mie figlie, che non si tollerano nemmeno un po'...14 e 3 anni....tanta differenza di eta' vero?? ..e' lo so!! la grande vive la sua adolescenza, e non vuole essere disturbata, piuttosto che giocare, o portare a spasso la piccola, va in camera sua o dalla nonna, io non lo trovo molto giusto, ed e' logico che la piccola sente la mancanza e spesso la cerca, le fa regalini ecc.. poi pero' quando si vedono la piccola invece di godere di questo spazio regalato dalla grande, ... la mena... calci pugni ecc. voi vi chiederete e voi??? noi abbiamo attuato un piano di "riavvicinamento" per gradi, un paio di sere alla settimana, facciamo qualcosa insieme tutti e 4, non vi dico il caos, ma alla fine, resta sempre fatto qualcosa di buono e da ricordare: voi che pensate? chi ha il mio stesso problema? grazie se volete scrivermi in privato .danyapollonio@alice.it oppure ci vediamo QUI!!! grazie a tutti danyart |
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28/11/2008 |
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Adesso depressa sono io...difficile sostenere il peso di questo tempo. Vediamo cosa ci spetta oggi...un abbraccio a tutti voi. |
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18/11/2008 |
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Dal lungo silenzio direi che ci sono solo persone tristi in questo periodo. Cara Federica trovare momenti di autentica felicità per me persona molto (troppo forse) razionale è difficile. Mi accontento di sprazzi di serenità che riesco a cogliere con la mia compagna che sempre (seppur a volte lei non lo pensi) riesce a donarmi. Mi ha molto emozionato e divertito Gigi Proietti visto a teatro. Ripongo molte speranze verso il nostro fratello "abbronzato" Obama che può riportare la voce della gente in primo piano. Vedo che ci sono ancora persone pronte a donare se stesse per aiutare gli altri e allora ogni mattino anch'io riparto ancora cocciutamente speranzoso di dare il mio contributo e parlo e provo a dire che davvero un altro mondo è possibile e che se questo lo dice uno di cinquanta anni forse forse si può fare.
Ciao. |
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04/11/2008 |
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Cari partecipanti al forum è da qualche giorno che volevo scrivervi ma è un periodo veramente incasinato! Vi scrivo in questa giornata uggiosa in cui lo scenario mentale più accessibile è quello di stare sul divano di casa a leggere un bel libro, altro che lavorare!
Nel tuo ultimo contributo Luigi hai dipinto in modo molto disilluso la realtà attuale e, purtroppo, ci sono dati oggettivi che suffragano il tuo quadro.
Il problema è che noi abitiamo questo tempo, l'eccessiva consapevolezza di tutti i problemi attuali non aiuta credo a vivere meglio. Ciò non vuol dire che ci si debba tappare occhi e orecchie e fare elogi alla superficialità veramente drammatica che ci viene continuamente propinata.
È una realtà anche che dobbiamo morire e che prima o poi perderemo le persone a noi care ma, se ci dovessimo continuamente pensare, saremmo dei morti in vita.
La sfida è riuscire a ricavare il meglio da quello che ci è dato, a dare il meglio di noi stessi all'interno dei nostri limiti. Mi piacerebbe che questo spazio fosse utilizzato a volte per fermarsi a riflettere più sulle nostre possibilità e risorse più che sulle mancanze: non perché non ci siano, ma perché non è utile farlo spesso. È vero che abbiamo dei limiti (come l'essere in parte in balia di forze maggiori su cui non abbiamo controllo, oppure l'essere mortali) che è utile ricordarci a volte ma non troppo spesso.
Chi dà un'occhiata in questi giorni al nostro Forum ha voglia di soffermarsi a chiedersi in quale momento si è sentito felice negli ultimi tre giorni e condividere con noi questa ricerca?
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13/10/2008 |
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Certo che abbiamo un bel parlare di comportamenti giusti verso noi stessi e verso gli altri, quando ci accorgiamo che poche persone in questo mondo possone decidere del nostro futuro. Uno per trenta anni si alza tutte la mattine per andare a lavorare credendo di dare il suo piccolo contributo al miglioramento di questa nostra società e poi si accorge che lui e la maggior parte delle persone come lui non sono e non contano niente. Degli avventurieri aiutati da piccoli (in senso morale) politici calpestano le vite di milioni di persone in nome poi (!) della libertà. Speriamo serva da lezione sopratutto a noi che ci affidiamo troppo spesso a persone che non vedono ad un palmo del loro naso (politici). Certo che un senso di scoramento mi pervade osservando come intorno a me poche persone colgano l'importanza epocale di questa situazione. Sarà perchè la sensibilità umana è ai minimi storici, sarò io troppo critico verso il genere umano, ma non mi sembra un bel momento. Abbiamo realizzato tante scoperte ma non siamo ancora capaci di vivere bene con noi stessi.
Comunque non mollo e invito tutti a farlo. Non molliamo, rivendichiamo sempre la nostra umanità.
Bye. |
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12/10/2008 |
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Federica grazie x la risposta... purtroppo e' vero che a volte ci si concentra tropo su cio' che non si puo' cambiare... anche perche' e' davvero difficile accettare che non siamo onnipotenti.
Il film di Benigni e' davvero geniale, e anche educativo. Grazie |
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12/10/2008 |
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Leggo testi su forum preoccupati della crisi mondiale. Io non ne capisco niente di finanza so solo che quando comprare il pane manda in rosso la mia memoria và alla imperiale Antonietta che suggerisce le brioche come sostituto. Questa lontananza dalla realtà non è quello che da un pò di tempo stiamo vivendo? Questa piuma che scende leggera farà più rumore di qualsiasi guerra, se la attenderemo a terra intrecciando le mani forse sarà nuovo seme di altro raccolto. Sarà questo tempo che ci permette di rimettere a terra i nostri piedi? |
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09/10/2008 |
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Olivia ha toccato un tasto importante.
In effetti certe emozioni forti provate a seguito di eventi traumatici lasciano traccia in una nostra memoria emotiva. Maltrattamenti, per esempio, relazionali possono portare la persona a reiterate dei comportamenti di sfiducia anche nei confronti di coloro che la possono meritare.
In questo caso è vero che il pensiero c'entra poco. Esperienze di impotenza (vedi quelle provate in campi di concentramento) possono portare a devastanti conseguente emotive, spesso difficili da arginare.
Io farei due osservazioni: nel primo caso, la persona potrebbe aver bisogno di un aiuto per affrontare i suoi problemi e distanziare se stessa dal suo passato.
Per quanto riguarda la situazione di impotenza è vero che esperienze bruttissime accadono, ma ci si può sentire in uno stato di impotenza anche se quelle situazioni non si sono vissute, ma perché ci si sofferma solo sulle situazioni su cui non abbiamo potere e non su quelle che noi possiamo migliorare.
Il bellissimo film di Benigni ne è un esempio: il protagonista si è concentrato su un qualcosa su cui aveva potere, far vivere al figlio un’esperienza terribile come se fosse un gioco. Benigni è stato veramente un genio!
Buona giornata a tutti.
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08/10/2008 |
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Carissima Olivia Dix, so che aspetti un chiarimento, un filo per poter sopportare la paura vera. Io tutte le volte che riesco a guardare il film di Benigni "La vita è bella" mi trovo a piangere senza riuscire a trattenermi. Le scene finali in cui lui padre va a morire e in qualche modo salva il figlio mettono in me in moto tutto il dolore, la vergogna della guerra, le speranze tradite, la divisione della propria famiglia e affetti, la demenza del totalitarismo, la indecenza del sopravvivere in malattia e degrado fisico. In parte nella nostra vita riconosciamo e temiamo tutte queste paure. Eppure in quel film il padre si fa sparare e saluta il figlio con un sorriso solo per lui. Mi contento di lasciarmi prendere da questo dramma per capire i miei. Poi so che mi è stato chiesto di vivere adesso e che la mia vita si mescola ad un programma tanto più vasto di qualsiasi mio dolore. Non mi rimane che vivere e cercare cosa mi fa stare bene in questo spazio-tempo che occupo. Ti abbraccio con affetto, consapevole di non poter dare risposte, semplicemente in ricerca. |
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Opinioni da 1 a 10 su 40 |
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